MusePaCk (MPC),
lHi-Fi del lossy!
(mumble, 30-05-2002 /
: 14-06-2002)

MusePaCk è attualmente il migliore formato audio lossy (compressione con perdita)
partendo da un bitrate di circa 160kbps in su.
Per migliore si intende la maggior trasparenza con la sorgente audio
originale, un minor degrado di questa se paragonato al risultato di altri formati
quali mp3, ogg vorbis, aac, wma, mp3pro, vqf, ecc..
Il nome del formato è MusePaCk, ma spesso per brevità viene chiamato MPC
(dallestensione dei suoi file).
Tempo addietro questo formato aveva un altro nome, ovvero MPEGplus e i suoi file avevano
estensione .mp+
Il passaggio dal vecchio nome MPEGplus, al nuovo MusePaCk, è avvenuto per noi utenti
intorno al 6 novembre 2001. Personalmente non ho mai indagato-chiesto sul perché del nome
MusePaCk, ma proverò ad ipotizzare sul suo significato-intendimento da parte
dell'autore (Andree Buschmann):
muse = musa
Le muse mitologiche erano delle dee che proteggevano il sapere, soprattutto in campo
artistico (erano 9, ma i contemporanei hanno aggiunto la decima musa: il cinema).
Euterpe è la musa più vicina al prodotto di Buschmann (musa della poesia lirica e
dellaulodia, cioè il suono del flauto).
Più propriamente, le Muse si piacevano solo del canto, ma presto furono pensate anche
come sonatrici di qualche strumento musicale, e come tali si vedono spesso rappresentate
nelle opere darte. Nei tempi più antichi compaiono sempre come un coro; solo più
tardi a ognuna delle nove Muse è stata assegnata una provincia speciale e il patrocinio
di un particolar genere letterario.
Azzardando si potrebbe pensare a Musepack, in relazione al prodotto di Buschmann, come al
kit della Musa musicale. :-)
Il suo sviluppo è iniziato verso la fine del 1998 da parte di un allora studente tedesco,
Andree Buschmann, con una motivazione di base: non era soddisfatto dai risultati
qualitativi offerti da MPEG-1 layer III (mp3).
Visto il suo orientamento alla qualità, Andree ha scelto di partire da una base
subband, proprio come quella di MPEG-1 layer II (mp2), che allapparenza può
sembrare meno efficiente rispetto alla base frequency di mp3 (per esempio), ma in
realtà, se si guarda il tutto con unottica orientata alla mera qualità dei
risultati e non allefficienza di compressione finale degli stessi, ha dei vantaggi
tuttaltro che trascurabili.
A differenza dei subband codec (come per l'appunto MPC ed MPEG-1 layer II), i frequency
transformation codec (come mp3, mp3pro, wma, aac, ecc.) utilizzano la MDCT (Modified
Discrete Cosine Transform, trasformata coseno discreta
modificata), un algoritmo matematico che essenzialmente consente una maggior
efficienza nel comprimere più informazione in minor spazio.
Di fatto, in questi codec il segnale audio in input viene spostato-trasformato
dal dominio tempo al dominio frequenza.
La trasformazione del segnale audio in input dal dominio tempo al dominio frequenza,
e sua elaborazione e quantizzazione in quest'ultimo dominio (quantizzazione,
una sorta di approssimazione, in questo caso di coefficienti mdct, la cui
precisione è pilotata dai risultati scaturiti dalla complessa analisi, per esempio
mascheramento spaziale e temporale, eseguita dal modello psicoacustico), comporta una
lavorazione computazionalmente più complessa e purtroppo la tendenza a
generare delle problematiche che vanno a colpire proprio la qualità del risultato finale,
questo principalmente a causa del fatto che nel dominio frequenza si ha una minor
risoluzione temporale, il che comporta, soprattutto in presenza di certi segnali (come
i transienti), la comparsa di artifact conosciuti come pre/post echo.
La tecnica dello switching tra blocchi mdct, short-long, ha dimostrato di non
aiutare quanto sperato, soprattutto nel caso di mp3 (oltretutto mp3 non è un puro mdct
codec come per esempio AAC, infatti utilizza un banco filtri ibrido, subband-mdct (per
retro-compatibilità), divide in sottobande e poi a queste applica la mdct; questo
ibrido ha aggiunto altre problematiche e, a parte questo, AAC utilizza
tecniche più ottimizzate rispetto a quelle di mp3, oltre ad introdurne di nuove e
sofisticate come per esempio LTP (Long Term Prediction), TNS (Temporal
Noise Shaping) e PNS (Perceptual Noise Substitution)).
Qua ci sono varie osservazioni e
considerazioni sui formati realmente qualitativi (dunque scartata roba come
wma, mp3pro, vqf, ecc.) antagonisti di MPC.
In definitiva, i frequency audio codec utilizzano lo strumento mdct per
generare file lossy di dimensioni più contenute e mantenere nello stesso tempo una certa
qualità audio degli stessi, ma si tratta appunto di una qualità che in presenza di
casistiche particolari può essere piuttosto castrata (per i motivi
summenzionati).
Analizzando questi fatti salta subito allocchio il modus operandi
dellindustria e delle sue decisioni ai tempi del passaggio da mp2 ad mp3, i file mp3
erano più piccoli e dunque più gestibili dallutente (ricordo che si tratta di un
periodo in cui le linee a disposizione del normale utente per andare in remoto erano ben
più lente delle attuali), anche se un po a scapito della qualità, comunque una
mossa apprezzata dai più, ovvero da tutti quelli che preferivano (e preferiscono) la
quantità rispetto alla qualità.
In effetti, ad essere onesti, in questo caso non si poteva dar loro torto: per iniziare ad
avere una certa qualità con mp2, si era costretti a partire da un bitrate di 256 kbps in
su (bitrate esagerati anche ai giorni nostri, figuriamoci nel periodo in cui i modem con
protocollo V34 erano visti come delle saette).
Oltretutto a quei tempi la qualità offerta da mp3 era considerata più che sufficiente
perché in tali file non erano ricercate doti di particolare qualità che soddisfacessero
anche ascolti più impegnativi che andassero oltre la mera riproduzione di musica su PC o
su impiantini trovati nei detersivi (tipo i compatti mini).
Oggi la faccenda è diversa, lutente vede il lossy anche come fonte di una certa
qualità, e ha tutte le ragioni per pensarla in questo modo, i formati giusti ci sono (MPC
e AAC ne sono un esempio lampante).
Lindustria non la vede tanto nella stessa maniera, proprio perché è più
remunerativo battere su un discorso di gestione dei file audio semplificata, di comodità
e facilità (ecco i perché di formati giocattolo come wma ed mp3pro)
piuttosto che spendere in ricerca e risorse per aumentare una qualità che verrebbe
apprezzata da una minoranza di appassionati-pignoli.
Ma a noi non ce ne frega niente di cosa ne pensi l'industria, MusePaCk non è stato
pensato per soppiantare un formato universalmente riconosciuto come mp3 (non potrebbe), ma
piuttosto per affiancarlo, per esempio da usare nei casi in cui si voglia scaricare da
remoto musica di alta qualità, mantenendo nello stesso tempo una dimensione accettabile
del file, per poi magari masterizzarla su CD-Audio (il contenuto audio di questo sarebbe
certamente più integro se proveniente da un file scaricato in formato MPC piuttosto che
da un file mp3).
Non è nemmeno stato pensato per competere con un formato pieno di diktat come
AAC (Dolby e soci hanno più volte tempestato o fatto chiudere progetti AAC
indipendenti), le cui potenzialità e flessibilità di applicazioni molto
difficilmente (anche nel lungo periodo) saranno messe a disposizione dellutente
finale in una maniera così permissiva e a tutto campo come è accaduto per mp3
(non rifaranno il medesimo errore).
MPC, invece, fornisce soprattutto allo smanettone la possibilità di gestire
flessibilmente e in tutta libertà una codifica lossy di alta qualità, oltre al fatto di
poter discutere ogni giorno con i suoi sviluppatori e beta-tester per chiarimenti ed
eventuali richieste di modifiche e/o implementazioni di nuove caratteristiche (ad esempio
l'adozione di Replaygain).
INOLTRE, per decodificare file MPC è richiesta una minor potenza computazionale (questo
vuol dire che, per esempio, un dsp (digital signal processor) con potenza appena
sufficiente a decodificare mp3, potrà a maggior ragione decodificare i file MPC,
naturalmente previo aggiornamento firmware) e, altra cosa RIMARCHEVOLE, è la gran
velocità di MPC, sia in decodifica che in codifica. I suoi tempi sono decisamente
inferiori rispetto a quelli di altri codec come Lame mp3, Ogg Vorbis, PsyTEL AAC, ecc..
Tornando al discorso subband di MPC, Buschmann, armato esclusivamente di intenti
qualitativi, avrà fatto questo ragionamento:
parto da una base subband che mi garantisca una maggior purezza di base
e che nello stesso tempo mi costi poco (in tutti i sensi)
utilizzarla-svilupparla-ampliarla. Successivamente inizierò ad ottimizzare come un
dannato affinché le potenzialità di alta qualità che ho a disposizione, e alle quali
ambisco, possano essere offribili anche in file di dimensioni accettabili e non esagerate,
ma, visto che per raggiungere questo risultato non mi servirò della maggior efficienza di
compressione data dallutilizzo della mdct, dovrò percorrere-ottimizzare allo spasmo
altre strade.
I risultati ci sono tutti: le notevoli ottimizzazioni (come il suo efficiente VBR,
variable bitrate, MPC usa solo il VBR) hanno permesso a MusePaCk di fornire la miglior
qualità a partire dai circa 160 kbps in su e questo è un risultato veramente notevole
per un subband.
Visti anche i recenti sviluppi-orientamenti iniziati con la 1.04, in futuro questi 160kbps
potrebbero essere ulteriormente ridotti (ci sono ancora margini di miglioramento per un
discorso di maggior compressione lasciando inalterata la qualità: maggior efficienza
nella codifica di Huffman, affinamento di certi tool come pns, ecc.).
Ma attenzione, MPC è imparentato (per via della base subband) MOLTO ALLA LONTANA con il
vetusto mp2, MPC è enormemente più valido, è stato totalmente riscritto e utilizza
tecniche moderne ed efficienti (non presenti in mp2), alcune imparentate con
certi modus operandi di AAC.
Qua sono elencate e commentate (in inglese)
le principali differenze tra MPC ed mp2 (da tener conto che da quelle considerazioni è
passata tanta acqua sotto i ponti, MPC è cresciuto, sono stati aggiunti alcuni tool, ed
è tuttora in una fase di forte sviluppo, soprattutto in vista della prossima
versione del suo stream, ovvero StreamVersion 8, ora siamo a SV7, anzi, per l'esattezza
siamo a SV7.1, quando si codifica utilizzando --pns).
Spero che ora si sia finalmente capito che la superiorità di MPC NON È dovuta al
taglio frequenza meno drastico (come continuo a leggere di qua e di là, porca pupattola,
mettetevelo in testa), che è laspetto che conta meno nel giudizio di un perceptual
audio codec, ovvero un codec audio che abbia a che fare con la psicoacustica (studio di
come il cervello umano percepisce i suoni).
Qua ci sono alcune note inerenti
lappropriata metodologia di testing da utilizzare per giudizi qualitativi su questi
codec.
Attualmente l'encoder MPC è free e per il decoder sono disponibili pure i sorgenti.
Buschmann ha utilizzato alcune tecniche patentate, per la precisione:
Per questo motivo l'autore deve pagare delle royalties, e visto che è disposto a farlo
di tasca propria, l'encoder in futuro potrebbe diventare a pagamento (ma tutto il resto,
decoder incluso, rimarrebbe free e open), ma sarebbe un pagamento simbolico,
visto che la cifra si attesterebbe sui circa 10 dollari e, sentendo alcune voci, anche non
versando tale somma lencoder potrebbe rimanere disponibile senza alcuna limitazione
di tempo e/o funzionalità (nel caso che però diventasse a pagamento, credo che 10 miseri
dollari sarebbero PIU' CHE DOVUTI).
A differenza di quanto si pensasse fino a poco tempo fa, Buschmann non ha ancora concluso
tutta la questione legale-burocratica, infatti ha giustamente (imho) deciso di non
sborsare niente finché una ben precisa azienda non risponderà ad alcune sue mail
richiedenti chiarimenti su alcuni punti del contratto.
Ma su questo è meglio far parlare direttamente un post di Buschmann datato 22
gennaio 2002:
>> Andree has paid patent fees at least to the following: > is definately not right. i did never pay any license fees (except for > the trademark). i exchanged some emails with the company which handles > the mp2-patents and received a first contract. i did not want to sign > this without some more explanations to critical parts. this special > company did not answer.... > as long as there isn't any pressure put upon me, i will leave the > encoder free. let's hope it will work for the future ;o)
Unaltra sua mossa MOLTO intelligente è stata quella di rilasciare, circa 8 mesi fa,
i sorgenti dellencoder a due-tre ragazzi di provata capacità che potessero dargli
una mano a migliorare e ad aumentare le funzionalità del suo MusePaCk.
Tra questi, spicca senza dubbio unaltro tedesco di notevole capacità ed esperienza,
piuttosto conosciuto nellambiente della compressione audio (è anche un
ex-sviluppatore di Lame), si tratta di Frank Klemm.
È stato il primo ad essere contattato da Buschmann, anche perché questultimo aveva
constatato lottimo lavoro svolto da Klemm sul decoder MPC (i cui sorgenti erano e
sono a disposizione di chiunque).
Da allora lo sviluppo di MPC ha registrato una forte spinta alla cui testa cera e
cè tuttora un indemoniato Klemm, ormai diventato la colonna
portante dellintero progetto. Le versioni di encoder, decoder e plugin di MPC si
susseguono a ritmi notevoli, le sperimentazioni sono allordine del giorno, le enormi
discussioni-dibattiti sullhydrogen audio forum (http://hydrogenaudio.org/, sezione
MPC) pure. La sua pagina Web del progetto MusePaCk (http://www.uni-jena.de/~pfk/mpp/)
è diventata uno dei riferimenti principali per le novità ed aggiornamenti del suo lavoro
su MPC.
Ci sono tante e utili informazioni tecniche, inclusi molti link.
Il suo notevole lavoro ha preso in considerazione anche linterazione di MPC con
codec audio lossless (senza perdita, utili per comprimere, naturalmente senza pretese,
musica da archiviare), come Monkeys Audio (per me attualmente il più conveniente
perché quello che comprime di più, che ha i sorgenti disponibili e perché ci sta
lavorando su lo stesso Klemm), LPAC, Flac ed OptimFrog: è infatti possibile dare
direttamente in input ad MPC dei file compressi (nei formati lossless summenzionati) senza
una loro previa ed esplicita decodifica in .wav da parte dell'utente.
Anche se a causa della sua natura di subband MPC dà il suo meglio a partire dai circa
160kbps in su, non mancano i casi in cui si sia comportato straordinariamente bene pure
attorno ai 130 kbps, come dimostrato dai risultati di un listening test organizzato da
ff123:
http://ff123.net/dogies/dogies_plots.html
E tutto questo prima dei recenti sviluppi che vedono Klemm impegnato ad ottenere una certa
qualità per MPC pure a bitrate di solito un po estranei per un subband codec
(affinamento di preset come standard, radio, ecc.).
MusePaCk è un GRAN codec e non crediate sia isolato: non sono proprio pochi i programmi
che lo supportano ed è attorniato da ottimo software, spesso MIRATO a specifiche
funzioni.
Certo, non ha a disposizione lenorme supporto che ha mp3, ma ha sicuramente tutto
quello che serve, oltre al fatto che i file MPC possono e potranno SEMPRE (qualsiasi coda
accada a questo formato) essere riprodotti-suonati da TANTE piattaforme (Windows-Dos,
Linux, BeOS, MacOS X, Solaris, FreeBSD, HP-UX, AIX, OS2 e altre per via della
disponibilità dei sorgenti del decoder).
Per quanto riguarda la creazione di file MPC, lencoder è disponibile sia per
Windows che per Linux.
Esistono i front-end grafici, i plugin per Xmms, Winamp 2.x (dunque anche per CoolPlayer,
per esempio) e beta 3, MusicMatch, può essere utilizzato con ripper quali EAC (il MIGLIOR
RIPPER, ALTAMENTE CONSIGLIATO) audiograbber, windac, cdex, ecc..
Per concludere tutto il discorso, va sottolineato che il primo a parlare di questo formato
in Italia è stato Heapify su it.comp.musica.mp3 nel settembre del 2000 (gulp!), quando
ancora si chiamava MPEGplus (.mp+).
Ora seguiranno alcuni url inerenti MPC e su suo supporto; non sono tutti, ho dovuto
inserire solo quelli più validi (spero) e soprattutto più aggiornati (anche per non
creare confusione tra vecchio materiale di Buschmann e quello più recente di Klemm):
Url inerenti materiale meno conosciuto con supporto MPC:
SINTETIZZANDO PER CHI INIZIA:
Conclusioni: rendetevi conto che lo sviluppo di MPC sta proseguendo a ritmi frenetici,
quindi quanto avete letto sopra potrebbe presto diventare obsoleto (ma si tenterà di
tenerlo aggiornato), cercate di essere un po intraprendenti e flessibili per tenervi
aggiornati, gli spunti non mancano di certo.
mumble (night_calls@gmx.net)
Fingerprint: 7972 C6C8 8837 6A80 E1CF 7A64 146E F555 F2BE 9A31
per
tornare alla pagina principale